
Pochi giorni dopo, il 16 dicembre, il Consiglio di Sicurezza autorizza l'Operazione ONUMOZ, la quale, attraverso un complesso di attività di natura politico-militare e di soccorso umanitario, dovrà favorire il processo di pacificazione.
In particolare, la componente militare della missione riceve il seguente mandato:
monitorare e verificare: il cessate il fuoco, la separazione e la concentrazione delle forze contrapposte, la loro smobilitazione e la raccolta, stoccaggio e distruzione delle armi;
il completo ripiegamento fuori dei confini delle forze militari staniere;
la smobilitazione dei militari e dei gruppi armati irregolari.
attuare misure di sicurezza in favore di infrastrutture e servizi vitali;
fornire sicurezza alle attività svolte dalle Nazioni Unite e dalle altre organizzazioni internazionali a sostegno del processo di pace, con particolare riguardo ai corridoi di collegamento tra il mare ed il confine del Paese.
Per assolvere un mandato tanto esteso quanto impegnativo, le Forze delle nazioni Unite sono state articolate in tre regioni: Nord, Centro e Sud, nel cui ambito operano 5 battaglioni di fanteria e numerose unità di supporto appartenenti a Nazioni di tutti i Continenti, oltre ad un'organizzazione di Osservatori.
Il 21 febbraio parte per il Mozambico un nucleo avanzato di 23 ufficiali, incaricati di provvedere alle soluzioni logistiche per l'intero contingente. Il 2 marzo 1993 il Ministero della Difesa autorizza ufficialmente la partenza del contingente italiano. Ha inizio l'Operazione "Albatros".
L'Italia ha contribuito alla missione con un Contingente di 1.030 uomini, incominciando lo spiegamento in Mozambico nel marzo 1993, assumendo la responsabilità operativa del Corridoio di Beira nei primi giorni di aprile. In tal senso, ed in ragione sia della vitale importanza del corridoio - via di collegamento principale tra lo Zimbawe ed il mare, servita da una rotabile, da una ferrovia e da un oleodotto - sia del livello di efficienza operativa e logistica dell'Unità, il Contingente Italiano ha assunto il ruolo di "forza di riferimento", ricevendo anche funzioni di supporto logistico e sanitario a favore di tutte le Forze ONU presenti nella regione.
I Compiti svolti nell'ambito dell'Operazione dal Contingente Italiano:

- fornire scorte
armate ai convogli ferroviari in
trasferimento tra Beira ed il confine con lo
Zimbabwe;
- presidiare alcuni
punti sensibili con particolare riguardo
all'oleodotto;
- concorrere al
trasporto di aiuti umanitari;
costituire, con i propri mezzi, autocolonne
logistiche per il trasporto di materiali ONU anche
al di fuori della Regione "centro".
-
fornire scorte armate alle
suddette autocolonne e a quelle realizzate dagli
altri Contingenti, durante i movimenti nell'ambito
del settore compreso tra il corridoio di Beira a
nord e il Rio Save a sud;
-
controllare le S.S. n. 6 (il
Corridoio di Beira): n. 1 per Maputo, nel tratto
Inchope-Rio Save e n. 102 per Tete, nel tratto
Chimoio-Catandica;
- assicurare la
presenza saltuaria ("show the flag") in
prossimità delle aree di raccolta per le forze
smobilitate ("assembly areas");n
-
proteggere il personale ONU
(essenzialmente civili) presente in dette
aree;
- fornire scorte armate
ai materiali d'armamento consegnati dalle forze
smobilitate, durante i trasferimenti verso i
centri di raccolta regionali e garantire la
sicurezza dei citati centri di
raccolta.
Inoltre, il Contingente ha fornito
assistenza sanitaria alle
popolazioni locali.
Personale avvicendato |
4.734 |
fonte:
www.gianfrancopaglia.it